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Il ponte fu progettato dall’architetto Lorenzo Nottolini per collegare Chifenti con il paese di Fornoli.

Il ponte fu costruito nel 1840 per volere di Carlo Ludovico di Borbone, dopo che nel 1836 una piena del fiume Lima aveva distrutto un ponte più antico.

Il duca di Lucca voleva che la strada per Bagni di Lucca, località termale a quel tempo di gran moda, avesse una costruzione all'avanguardia, e mandò espressamente a questo scopo Nottolini a studiare i ponti sospesi realizzati in Inghilterra.

La costruzione del ponte fu interrotta per problemi burocratici quando il ducato di Lucca fu annesso al Granducato di Toscana nel 1847. I lavori furono ultimati, seguendo il progetto di Nottolini, nel 1860 per volere di Bettino Ricasoli. Ne danno testimonianza le due lapidi che si trovano sugli archi una in latino l’altra in italiano.

Subì gravi danni durante il secondo conflitto mondiale, l’intero tavolato finì in fiume, ma dopo la fine della guerra nel 1953 venne ricostruito secondo il disegno originale.

La struttura del ponte, con le sue larghe terrazze panoramiche che danno accesso alla passerella, è pensata in modo da renderlo anche un punto di incontro e di vita sociale per il paese, non solo una via per attraversare il torrente.

L’opera è basata sull’innovativo uso delle tecniche industriali del ferro, tramite la sospensione con le catene e su un complesso meccanismo sotterraneo che tiene in tensione le catene stesse.

Il ponte presenta alle due estremità due archi di trionfo con ben 16 nicchie nelle quali, non si sa cosa doveva poi essere posto. Dal disegno del Nottolini sembra anche che sopra i due basamenti che nascondono le catene, dovevano essere posti due leoni, uno a destra e l’altro a sinistra.

La passerella, una volta carrabile, è in tavolato di legno. Le catene, passano all’interno di due aperture negli archi dove ci sono dei rulli sui quali scorrono, poi scendono per entrare in due basamenti in pietra situati sulle terrazze per poi scomparire nel piano sotterraneo ove sono ancorate.

Dalla parte di Chifenti le catene sono solo ancorate a dei pilastri di pietra e ferro, e si possono visionare solo sollevando il coperchio dei basamenti, mentre dalla parte di Fornoli, sotto il Ponte c’è un cancello in ferro che entra nel basamento di pietra all’altezza del fiume, al suo interno ci sono dei cunicoli che portano ad vano dove sono ancorate le catene con un congegno che le tiene in trazione.

La campata centrale delle catene sorregge il tavolato del ponte stesso mediante tiranti in ferro detti stralli che hanno alla loro estremità un ancora rovesciata ancorata alle catene che sono doppie, due interne accoppiate e le altre due sui due lati, lo strallo nella sua lunghezza passa nel trave portante forandolo e a mezzo di un asola, sempre in ferro, circonda il trave sostenendolo. Sopra tali travi appoggia un tavolato di legno ed il piano di calpestio.

Il ponte oggi è munito di corrimano in legno e ferro, ma questo particolare è stato aggiunto solo dopo la completa ristrutturazione avvenuta nel 2003 con l’intervento della Provincia di Lucca e con il contributo del World Monument Found American Express.

Il nostro Ponte delle Catene è il primo ponte realizzato in ferro e legno in Italia.

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