cave-medicee-diaspro credit: Emilio Lammari

Durante la dominazione fiorentina, a Barga venne praticata l'estrazione del Diaspro: una pietra dura ornamentale composta da quarzo di color rosso sanguigno con trame bianche.

Il Diaspro di Barga e' stato utilizzato per decorare le Cappelle Gentilizie Medicee della Basilica di San Lorenzo a Firenze. Fu Cosimo I de' Medici a voler realizzare la struttura che sarebbe servita a perpetuare la memoria della dinastia dei Medici.

Osservando con attenzione le pareti della cappella funebre, si può notare il colore rosso tipico del Diaspro di Barga.

cappelle medicee L'interno riccamente decorato della Cappella dei Principi in San Lorenzo a Firenze. credit: Rufus46

Oltre che all'interno delle Cappelle Gentilizie, esiste ancora una discreta quantità di diaspro nell'Opificio delle pietre dure, sempre a Firenze. L'Opificio, voluto da Ferdinando I de' Medici, era il laboratorio artigianale che si occupava materialmente di rifinire il diaspro per poterlo poi utilizzare nelle Cappelle Gentilizie.

Grazie ad alcuni registri di consegna e' possibile seguire idealmente il tragitto del Diaspro da Barga fino a Firenze.

La 'Via del diaspro' iniziava nelle cave lungo il corso del torrente Loppora di Giuncheto. Una volta estratti, i blocchi di diaspro venivano trasportati fino al fiume Serchio, l'antica via fluviale. Da qui a bordo di foderi (zattere fatte con tronchi di legno) raggiungevano l'Arsenale Marittimo di Pisa dove venivano semi-lavorati con l'impiego di schiavi turchi. Successivamente i navicellai si occupavano di risalire l'Arno con il loro prezioso carico fino al Porto Maggiore di Signa e da qui, via terra, il diaspro raggiungeva l'Opificio delle Pietre Dure a Firenze per la lavorazione finale.

Attualmente, le cave di Barga sono ancora molto ricche di diaspro. Questo nobile materiale, si presenta in superficie con filoni che affiorano dalle pareti rocciose di varie inclinazioni, spessore, colore e qualità.


Informazioni utili

  • Indirizzo: Barga /loc. Giuncheto ➪ Ottieni Indicazioni
  • Bibliografia: Emilio Lammari, Lo stemma civico di Barga e il suo percorso storico, 2015.

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