chiesa-santo-stefano-lucignana credit: comune di Coreglia Antelminelli

Questa chiesa, ad una sola navata, di estrema semplicità ed eleganza, è situata con la canonica all’interno di un piccolo cortile. Il bel campanile ha sulla sommità quattro merli ed è contornato da una cornice in pietra posta all’altezza del davanzale della finestra più alta.

Oggi la pianta della chiesa è a croce latina. Il portale d’ingresso è in pietra serena e la cornice perimetrale è modellata su base rettangolare con sopra una piccola tettoia in legno per protezione della porta. Sull’architrave si leggono queste parole: EX E LEM.S. TEMP.RE IAC. MARCHETTI POS DIVIS. EM PRIMI. RECTORIS. RESARCITA A.D. MDCXXVI. Questa iscrizione ci dice che il portale fu restaurato nell’anno 1626.

All’interno, sopra la porta d’ingresso, è da notare un elegante organo di stile settecentesco; sui tasti, rigorosamente in legno di bosso, sulla faccia verticale, sono incise delle lunette tali da sembrare la firma del costruttore. Sulla destra, entrando, troviamo un modesto fonte battesimale costruito intorno al ventesimo secolo con scritto sulla sommità “NATI RENASCUNTUR”.

Immediatamente dopo, sempre sullo stesso lato, si trova l’altare in pietra serena dedicato a S.Antonio da Padova. L’altare sembrerebbe costruito da maestri lapicidi locali che allora provenivano quasi tutti dalla Garfagnana. Il quadro sopra l’altare rappresenta la Madonna in trono con S.Giuseppe, con la veste nera, e S.Antonio da Padova a destra, a sinistra l’Arcangelo Gabriele e S.Filippo Neri.

Nel transetto, sulla parte destra, si trova un altare di legno dipinto di fattura seicentesca dedicato a S.Rocco. A fianco dell’altare, andando verso l’altare maggiore, si nota una statua lignea a grandezza naturale rappresentante S.Stefano intagliata ad Ortisei, fu donata alla chiesa da Ginese Triaca di Melburne (Australia) nel 1950.

Nel transetto sinistro l’altare è dedicato a Santo Stefano Martire con sopra un bel quadro in stile seicentesco che rappresenta la lapidazione di Santo Stefano attribuito a Ippolito Sani. Sul paliotto la scritta: “ET IPSE INVOCABAT DOMINUM”. L’altare maggiore del secolo XVII° è in marmi pregiati. Gli stalli del coro sono in legno di noce, chiaramente di manifattura locale, con un bel leggio (sec.XVIII-XIX) a seguire troviamo una statua lignea, rappresentante il Sacro Cuore donata anch’essa da Ginese Triaca nel 1950. Bellissimo il mobile da sacrestia in noce chiaramente del secolo XVIII, con una croce astile in bronzo fuso dorato anch’essa databile al secolo diciottesimo. Vi è inoltre un ostensorio del secolo diciassettesimo attribuito a Michelangelo Vambrè argentiere attivo a Lucca in argento fuso sbalzato, con sotto la base queste parole: “OPA ET CONFRATRES 1694”.


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