torre-castruccio-castracani credit: comune di Coreglia Antelminelli

Ai primi del 300, Castruccio Castracani degli Antelminelli divenuto signore di Lucca per difendere la Garfagnana, ristrutturò diverse fortificazioni, fra le quali la rocca di Ghivizzano. La Torre o 'Torre di Guardia', alta 25 metri, era coronata originariamente da otto merli, quello centrale di ogni lato oggi è scomparso.

Essa si erge su tre piani con finestre ad arco romanico, il piano terra, veniva adibito a magazzino e dimora per le guardie, non comunicante internamente con i piani superiori, al primo piano a zona giorno, vi era un camino, e il secondo piano a zona notte.

Castruccio Castracani ristrutturò l’intera rocca, compresa la torre e vi costruì accanto una caserma, denominata “la Casa del Capitano del Popolo”, per ospitare la guarnigione, circa 40 soldati, cinse l’intero borgo con delle mura (lungo via Sossala ,cioè sub-sala, 'sotto la sala', possiamo ancora notare le feritoie per l’appostamento dei balestrieri ) e costruì un palazzo, le cui mura ospiteranno nei secoli personaggi illustri, come Francesco Castracani, Paolo Giunigi e Francesco Sforza, oggi dopo alcuni anni di abbandono e incuria, una parte del palazzo è stato acquistato e ristrutturato, dall’ultima discendente dei Buonvisi, antica famiglia nobile lucchese.

Alla morte di Castruccio, nel castello subentrò un altro Antelminelli, Francesco Castracani, che prima di trasferirsi a Coreglia, vi abitò per alcuni anni, la moglie Giovanna nel 1336 e il figlio Filippo nel 1347, vi morirono, i loro corpi furono seppelliti nella chiesa della rocca.

Ai primi del 1400, il castello sotto la signoria di Paolo Giunigi, ebbe alcuni anni di pace, ma alla caduta del Giunigi, subì l’ultimo assedio e saccheggio della sua storia, ad opera di mercenari comandati da Niccolò Fortebracci , al soldo di Firenze. Alcuni anni dopo un altro condottiero Francesco Sforza si impossessò del castello, ma questa volta gli abitanti di Ghivizzano all’arrivo delle sue truppe senza opporre resistenza gli aprirono le porte.


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